Tradizionalmente facendo…

Quando Finale di Pollina era solo un minuscolo borgo con qualche abitazione sviluppatasi intorno alla Torre del Marchese e al Palazzo dei Ventimiglia, l’appuntamento più importante per i pochi abitanti era senz’altro la festività religiosa dell’Ascensione. Negli anni è rimasto significativo come giorno grazie al costante impulso parrocchiale e l’immancabile voglia di far festa. Poi Finale è diventato un vero e proprio paese, le famiglie sono aumentate iperbolicamente (oggi circa 600) ma il sentimento è rimasto tale. Così nel 2013, in perfetta consonanza con i tempi che corrono, e nella consapevolezza del detto “poco ma buono” la festività si è svolta in assoluta sobrietà.

Le marce allegre e le sinfonie pimpanti da parte dell’ ACM Apollonia  hanno dato la sveglia, mentre il sole ha tenuto compagnia finchè ha potuto, lasciandosi desiderare solo nel pomeriggio. Intorno alle 16 sul Piazzale Torre hanno avuto inizio i tradizionali giochi ricreativi, in comune nei vari paesi del litorale: il tiro alla fune e la rottura di “pignati”. Le condizioni atmosferiche non ideali hanno impedito lo svolgimento della più tradizionale fra le tradizioni forse: l’ “antinna a mari”.

E’ qui che entra in gioco la nostra associazione, la quale si è fatta carico dell’organizzazione dell’evento su invito del parroco don Mauro Ciurca e del comitato organizzativo. L’Ascensione infatti si inserisce in una più ampia cornice di eventi che nel corso del 2013 vedranno coinvolta la comunità: occorrono infatti altre due date importanti oltre la festa titolare alla Madonna della Lettera; in particolare i primi 50 anni dell’istituzione della parrocchia (a Maria SS della Lettera appunto) e i primi 25 anni dalla consacrazione della chiesa parrocchiale sita in via Einaudi.

Ma torniamo ai nostri ragazzi di Fare Provincia. Due squadre si sono sfidate al tiro alla fune e tutti i partecipanti hanno poi avuto accesso alla rottura delle pentole. Il primo a timbrare la sua presenza all’evento è stato ovviamente l’immancabile signor Di Noto, detto “Palamaro” che da sempre ha tenuto le “fila” del gioco, impedendo ai ragazzi bendati e protetti di rompere facilmente la “pignata” e godere dei premi. Premi che sono stati generosamente offerti da tutte le attività commerciali del paese a cui va rivolto anche qui un ringraziamento particolare.

La festa è continuata per tutti: per la banda che ha ancora allietato e soprattutto per la comunità accorsa in chiesa, forse meno tradizionalmente e più sentimentalmente a rendere lode e grazie nella messa solenne con la presenza delle autorità civili e militari. A seguire la processione Eucaristica per le vie principali del paese, si è conclusa sul Piazzale Torre che per una sera è diventato un bellissimo balcone illuminato per far sì che potesse avvenire la benedizione del mare. Mare nostro, mare che rende speciale uno scorcio di terra, mare che dà vita, forse meno che un tempo, ma che si spera possa far tornare davvero Finale sulla cresta dell’onda.

Significative a riguardo le parole conclusive del parroco, che ha insistito e sottolineato la necessità di sentirci anzitutto comunità, vero popolo in cammino che cresce, che si unisce, che prospera nel nome di Cristo asceso. L’invito a non guardare più verso l’alto ma intorno a noi, dove è il bisogno, dove è la casa, dove è l’altro.

Apprendiamo dal profilo facebook del circolo di Pollina le considerazioni conclusive sull’evento: “siamo orgogliosi di offrire un servizio al nostro amato paese”.

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