Voto non residenti, l’illusione delle agevolazioni

Ancora nel 2018 gli italiani fuori dalle proprie residenze non possono votare nelle città in cui sono domiciliati. E tornare a casa non è semplice.

Il 4 marzo gli italiani sono chiamati a eleggere il prossimo governo. Per circa due milioni di cittadini però, non sarà semplice recarsi alle urne. In Italia infatti è possibile votare solo nel proprio Comune di residenza. Ancora oggi, nel 2018, occorre necessariamente tornare nella propria città per esercitare il diritto di voto.

Questa cifra di elettori si trova davanti a limiti insuperabili in quanto sono soggetti a trasferte e/o trasferimenti all’interno del territorio nazionale. Che natura hanno questi limiti: tecnica, burocratica o etica? Possiamo sottolineare due paradossi: il primo riguarda il fatto che gli italiani all’estero possono votare (giustamente) con la dovuta procedura burocratica; il secondo è che la popolazione italiana, soprattutto quella giovanile, è altamente soggetta a continui spostamenti entro i confini nazionali, che si traduce in una elevata percentuale di astensionismo provocato e non arginato.

Questo è la storia di un elettore di Palermo domiciliato a Milano. Un cittadino responsabile, venuto a conoscenza della data in cui si svolgeranno le elezioni politiche già da qualche mese, decide di pianificare un viaggio aereo per tornare nella sua città a votare. Trattandosi di una isola, le alternative al volo per un siciliano non sono agevoli, la scelta di viaggio è dunque obbligata. Nel mese di dicembre la combinazione più opportuna data/orario/prezzo risulta un volo Alitalia a 75€ (andata e ritorno). Ma il volo non viene prenotato perché è preferibile attendere l’applicazione di uno sconto importante da parte dell’azienda che avviene sempre in prossimità di ogni appuntamento elettorale, destinato a tutti coloro che non hanno ancora la residenza nella città in cui vivono.

Un mese dopo il prezzo del biglietto è decisamente aumentato; per contattare direttamente Alitalia e chiedere informazioni, l’unica possibilità gratuita è scrivere un post in bacheca sulla pagina Facebook ufficiale, a discapito di ogni riservatezza. Un operatore Alitalia risponde rapidamente comunicando che non ci sono novità in merito e che occorre aspettare. Il costo del biglietto è in quel momento di 130 Euro; viene acquistato senza attendere un eventuale sconto che, probabilmente, sarebbe stato minore del surplus di prezzo a svantaggio del cliente.

Il 16 Febbraio, praticamente un mese dopo, Alitalia ha da pochissimi giorni garantito lo sconto elettorale in virtù di una convenzione con il Ministero dell’Interno, che prevede una riduzione del prezzo di 40€ per i biglietti acquistati per il periodo a ridosso del 4 Marzo. A questo punto il nostro elettore modello ricontatta Alitalia per comprendere se avesse diritto anche lui di godere dell’agevolazione, dato che il motivo del suo viaggio è esclusivamente elettorale e che, nonostante tutto, ha continuato a scegliere Alitalia. La risposta è assolutamente negativa: lo sconto non si applica per i biglietti già acquistati.

Il volo più congeniale dunque costava 75€ a fine Dicembre, è stato acquistato a 130€ il 15 Gennaio e in questo momento costa circa 230€. La strategia ha funzionato: non ha goduto dei 40€ di sconto, ma ha risparmiato 100€ di volo (al netto sono 60€ a suo vantaggio).

Quello dello sconto appare dunque più come una illusione. La data del 4 Marzo inoltre è nota da tempo, ma l’azienda non ha proposto l’agevolazione se non nelle ultime tre settimane. Prenotare in anticipo è una sana abitudine per chi pianifica un viaggio aereo ricercando il risparmio, soprattutto in relazione ad un appuntamento la cui data è invariabile, quasi “sacra” considerata l’incessante campagna elettorale.

Lo stesso volo, alle stesse condizioni, traslato di una settimana è prezzato circa 60€ in meno. D’altronde sono note le strategie di marketing delle compagnie aeree (uno dei mercati più oligopolistici che si possano conoscere): il prezzo aumenta quando la data di acquisto è più vicina alla data del volo e quando è previsto un flusso di persone maggiore della media, magari a causa di qualche evento di rilievo che provoca emotivamente uno spostamento di massa. E’ esattamente quanto fatto da Alitalia che ha aumentato il prezzo dei voli avvicinandosi al 4 Marzo, e ulteriormente a ridosso della data cruciale. Quindi lo ha ridotto applicando lo sconto (di poco) grazie alla convenzione con il Ministero dell’Interno.

Alitalia si è garantita un certo guadagno, ma resta almeno dubbia la riduzione di prezzo per il consumatore. Quante rivoluzioni tecnologiche e quanti cambi di Governo occorreranno per garantire il voto realmente a tutti gli italiani, compresi quelli soggetti a spostamenti, nella maniera più agevole possibile? L’astensionismo, in Italia, è davvero così combattuto?

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